Lowfly Denim Pant

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10 consigli per rendere più salutare la tua giornata lavorativa Sicuramente non saranno consigli completamente nuovi ma è sempre bene ricordarli.

Perché, siamo sinceri, restare seduti in un ufficio per otto ore al giorno non è molto salutare.

Per questo motivo ti consigliamo di ricordare questi spunti per rendere la tua giornata lavorativa più leggera.

1 – Ventilare: parliamo Borse, borse, spalla di modo, sacchetto del messaggero, una piccola barbona Dark gray
di edifici poco salutari e molte volte l’aria viziata degli uffici può causare problemi a chi ci vive dentro, schiavo dell’aria condizionata e del riscaldamento.

Se hai la possibilità abri le finestre ogni giorno per rinnovare l’aria ed evitare che l’ambiente si sovraccarichi di batteri e acari.

2- La luce naturale è meglio.

È meglio una luce al neon o la luce del sole? Se è possibile (ovviamente non se lavori di notte) apri le persiane e lascia entrare la luce del sole nel tuo ufficio.

3 – Riposo attivo.

Hai qualche minuto per riposare? Non restare seduto alla scrivania navigando su internet.

Alzati, fai due passi, scendi in strada e prendi un po’ d’aria per una ventina di minuti.

Ti sentirai meglio.

4 – Due passi dopo pranzo.

Se fai pranzo in ufficio (con un tupperware o al ristorante) cerca di non mangiare troppo (avrai una digestione migliore e virai meglio il pomeriggio) e, quando finisci, riserva dieci minuti per una passeggiata.

Tornerai al lavoro più in forma.

5 – Mangia sano.

Da quando arrivi la mattina in ufficio, fino all’ora di pranzo, passano molte ore e sicuramente ti verrà fame.

Saziati con uno snack salutare come un frutto.

Il tuo fisico ti ringrazierà.

6 – Bevi molta acqua.

Devi fare attenzione a cosa mangi ma anche a cosa bevi.

L’ideale è idratarsi correttamente, soprattutto bevendo acqua.

Evita le bevande ricche di anidride carbonica e le bevande energetiche che apportano un elevato quantitativo di zuccheri.

7 – Riposa la vista.

Siamo sicuri che trascorri buona parte della giornata lavorativa davanti allo schermo del computer.

Sicuramente saprai che non è molto salutare per la tua vista e che devi riposare gli occhi ogni tanto.

Per esempio guardando fuori dalla finestra.

8 – Piante vere.

Dato che cambi l’aria, magari arreda l’ufficio con qualche pianta vera.

L’ambiente sarà più salutare, allegro e piacevole.

9 – Approfittare degli spostamenti.

Ogni volta in cui devi alzarti per andare da qualche collega , approfittane per staccare un attimo e per fare qualche esercizio.

Ad esempio se devi andare a fare delle fotocopie, utilizza le scale al posto dell’ascensore e saluta i colleghi lungo il tragitto.

Piccole azioni che renderanno più bella la tua giornata.

10 – Stirarsi.

Infine, ti proponiamo di stirare i muscoli.

Per esempio muovi il collo perché resti flessibile.

I problemi di cervicale sono molto frequenti per l’inattività diurna .

Muovi anche le braccia, i polsi e stira le mani e le dita, che sopportano molta tensione durante la giornata.

Professioni di una Volta

Professioni di una Volta: l’arte del riparatore di biciclette Dall’1 al 23 luglio il ciclismo sarà protagonista con il Tour de France, tra i più importanti eventi sportivi del mondo.

Se sei un appassionato, hai mai pensato di diventare un riparatore di biciclette? Scopri questa affascinante professione.

Diventa riparatore di biciclette
Il riparatore di biciclette è un lavoro molto richiesto oggi.

Se hai una grande passione per il settore e vorresti trasformarla in lavoro, dovrai imparare a padroneggiare con disinvoltura tutte le tecniche di manutenzione e montaggio delle bici.

Questo ti richiederà studio , impegno, sacrifici e molta costanza.

Se avessi voluto imparare questo mestiere in passato, ti sarebbe bastato farti assumere da un meccanico e poi aprire un’officina tua.

Oggi per farlo devi contare sulle tue forze, studiare e fare pratica come “ autodidatta” ;.

Ciò non deve però spaventarti, poiché vengono in tuo aiuto le nuove tecnologie.

Puoi trovare facilmente molto materiale sul tema: articoli, tutorial, interviste e pubblicazioni che ti faranno conoscere il mondo della ciclomeccanica.

Inizia a lavorare
Quando avrai acquisito le conoscenze teoriche fondamentali, potrai passare alla “ pratica ”, ricordando che non esiste un maestro migliore dell’esperienza.


Fai un piccolo investimento per acquistare gli attrezzi principali per le riparazioni ed iniziare a sporcarti le mani.

Comincia ad esercitarti sostituendo le catene e i pedali, montando e smontando i pezzi della tua bici per sperimentare come si fa.

Presto elaborerai un metodo personale per risolvere i comuni problemi.

Prova, sbaglia e riprova finché non otterrai risultati soddisfacenti.


A questo punto potrai accantonare la tua “cavia” e fare pratica sulle bici degli altri per ampliare le tue esperienze.

Inizia con i lavoretti più facili e tieni bassi i prezzi per migliorare la qualità del lavoro ed incentivare le persone a venire da te.

Aggiornati e resta… nel giro
Iscriviti ai gruppi di ciclisti amatoriali della tua zona e partecipa alle loro uscite per farti conoscere e dimostrare le tue competenze.

Per entrare “nel giro” ;, tesserati presso qualche società agonistica: nel weekend potrai seguire la squadra alle corse e magari aiutare i meccanici in campo.

Per aggiornarti e migliorare partecipa a specifici corsi di formazione, seminari o agli stage aziendali.

Approfitta anche per proporti come meccanico volontario per i grandi eventi sportivi, dalle marathon di mtb alle granfondo ciclistiche.

Sui siti relativi c’ ;è sempre un form per accogliere le candidature volontarie.

Gran parte del lavoro è facile e ti porterà a regolare cambi , sostituire camere d’aria, tarare sospensioni e lavare bici.

Farai un’esperienza significativa e con il tempo vedrai che gli affari, come una ruota di bicicletta, cominceranno a girare.

IL PROGETTO INIZIALE

Il Teatro Sociale è nato nell’anno in cui sono nati Giuseppe Verdi e Richard Wagner (1813). Già nel 1807 vi erano trattative per l’acquisizione dell’area del Castello della Torre Rotonda denominata ‘luogo delle rovine’, da usare per la costruzione del Nuovo Grande Teatro di Como. Promotore dell’iniziativa il conte Giampietro Porro, presidente della commissione e podestà di Como. Il castello fu costruito dai Rusca all’incirca attorno alla seconda metà del 1200, e dopo vari adattamenti e manomissioni, cinque secoli dopo finì in rovina e in abbandono. La cessione di ogni diritto sull’area del castello venne firmata nella riunione del consiglio comunale del 31 gennaio 1809, presieduta da Alessandro Volta. I muri perimetrali del castello si possono osservare ancora oggi, e limitano il teatro e l’area dell’arena del teatro stesso. Nel 1811 cominciarono i lavori di costruzione del teatro ed il progetto fu affidato all’architetto Giuseppe Cusi. La sera del 28 agosto 1813 si alzò per la prima volta il sipario del Teatro Sociale di Como: in scena Adriano in Siria di Antonio Fonseca Portugal e I Pretendenti delusi di Giuseppe Mosca. Molti furono gli interventi successivi e i restauri: 1838 intervento di manutenzione straordinaria, 1855 ampliamento, 1864 gas, 1899 luce elettrica. Nel 1855, ad opera dell’architetto Leopoldo Rospini, vi fu l’ampliamento del teatro con l’aggiunta di 38 palchi: 12 grazie all’ampliamento della platea, gli altri, ricavati nel quarto ordine già esistente. Per la costruzione del quinto ordine, il loggione, fu necessario sopraelevare il fabbricato sacrificando la volta originale del 1813, attribuita ad Alessandro Fiori, che rappresentava l’incoronazione di Vittorio Alfieri, poeta astigiano, e intorno a lui Baccanti, candelabri e festoni.

RESTAURI

L’attuale dipinto della volta del soffitto, che rappresenta le muse che scendono dall’Olimpo ad incoronare gli artisti, è opera di Eleuterio Pagliano su progetto di Gaetano Spelluzzi, eseguito durante i restauri del 1855. Dopo il restauro in teatro si potevano ospitare sino a 2000 persone (posti in piedi in platea e ingressi in piedi nel loggione). Nel 1864 l’illuminazione a gas sostituì completamente l’illuminazione a candela. Anche il lampadario centrale fu cambiato con una elegante lumiera donata dal Comune. Nel 1899, in occasione del centenario dell’invenzione della pila di Alessandro Volta, il teatro fu dotato della luce elettrica. Nel 1909 furono poi aboliti i palchi di quarto ordine a beneficio di un’unica galleria, per assecondare la crescente richiesta del pubblico comune. La sala ha attualmente la forma di cassa di violoncello e le murate hanno una struttura in legno con 5 ordini di posti di cui: 3 ordini per i 72 palchi di proprietà privata, oltre al palco reale, e 2 ordini per le gallerie (IV e V ordine). Il teatro possiede un sipario storico di Alessandro Sanquirico, grande scenografo e pittore della prima metà del 1800, che rappresenta la morte di Plinio il Vecchio durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nel 1938, l’Arena del Teatro Sociale veniva trasformata in teatro stabile all’aperto, con una struttura progettata dall’Ing. Ponci, capace di contenere fino a 4000 persone. Oggi il palcoscenico e le strutture sono in un desolante stato di abbandono e la platea ridotta ad avvilente posteggio per automobili. Nel 1984, per l’adeguamento alle norme di sicurezza, il teatro fu chiuso per restauri, ma la tenacia della Società dei Palchettisti, che si fece interamente carico degli oneri economici, riconsegnò alla città il suo Teatro, che riaprì il 23 ottobre 1988. I lavori di restauro proseguirono col rifacimento del tetto e il ripristino e la tinteggiatura dell’intero edificio, oggi, riportato al suo stato originario. Con un accordo di programma sottoscritto nel 2005 da Società dei Palchettisti, AsLiCo, Regione Lombardia, Comune e Provincia di Como, il Teatro è stato nuovamente sottoposto ad accurati lavori di restauro, che hanno interessato gli stucchi, la volta, il palcoscenico e, di recente, la sostituzione completa delle poltrone della platea. Nel 2013 è stato abbattuta la torre scenica degli anni ’30, ormai in totale stato di abbandono, e recuperata la facciata posteriore del Teatro, opera dell’architetto  Cusi. L’Arena del Teatro Sociale, utilizzata per spettacoli all’aperto fino agli anni ’60 (quando è poi diventata un parcheggio) è stata restituita alla città nel giugno 2013 con i 200.Com Carmina Burana, ambizioso progetto dell’AsLiCo.

  • Spazio
  • Sport
  • Giochi per i bambini

    Giochi per i bambini: come intrattenerli in ufficio Per i genitori lavoratori, non sempre è facile trovare qualcuno che possa occuparsi dei figli.

    Sono quindi costretti a portarli con loro, ma per tenerli impegnati è necessario trovare giochi per bambini da fare anche in ufficio.

    Giochi classici meglio di quelli scientifici ed elettroniciSecondo quanto è emerso da un recente studio sulle preferenze dei giochi per bambini, basato sul tipo di acquisti fatti online, pare che quelli più graditi siano i giochi classici.

    Il loro pregio è quello di stimolare la fantasia e permettere al bambino di inventare numerose situazioni .

    Con i giochi scientifici, invece , bisogna rispettare alcune regole e il numero di cose che un bambino può fare sono ridotte, per questo sono meno apprezzati.

    Quelli tecnologici, invece , attirano molto la loro attenzione, ma sono rumorosi e quindi poco adatti all’ufficio e inoltre propongono un tipo di gioco passivo che sarebbe meglio evitare.

    Giochi adatti per ogni etàI giochi per bambini variano molto anche a seconda dell’età del bambino.

    Se ha dai 4 anni in su, ad esempio, si diverte molto a disegnare e colorare .

    Questo permette al genitore di ternerlo vicino e impegnato, così da poter continuare a lavorare senza pensieri.

    Quelli più piccoli, invece , possono dare qualche problema in più.

    Fino ai 3 anni, i bambini sono un pozzo di energie difficilmente incanalabile.

    Per evitare di impazzire e di sconvolgere l’ ;intero reparto in cui lavorate, portate sempre con voi un paio dei suoi giochi preferiti.

    Inoltre, se è possibile , liberate un cassetto, oppure una parte dell’ armadietto e lasciatelo giocare lì vicino con alcune cose che può toccare in sicurezza .

    I bambini a quell’età amano mettere e togliere gli oggetti e questo li terrà occupati per un bel po’.

    Divertirsi anche senza giocattoliSe la decisione di portare i bambini a lavoro è stata improvvisata e non avete con voi nessun giocattolo, non è necessario allarmarsi o pensare che il lavoro vi stia rovinando la vita .

    Si possono organizzare giochi per bambini stimolando al massimo la loro fantasia e coinvolgendoli da subito.

    Ad esempio, con un po’ di carta e di cartone, che in genere in ufficio abbondano sempre, si possono creare spade, corone e altri attrezzi da decorare con colori sgargianti secondo il gusto del bambino.

    Già la preparazione li farà divertire, tenendoli occupati da subito con qualcosa di concreto che impegna sia le mani che la mente.

    Una volta pronti i giochi che avete scelto, fingersi un re , un cavaliere o una principessa, sarà semplice e divertentissimo!  ;.